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Disagio psicologico degli insegnanti

Il tono della comunicazione a livello di istituto

Ciascuna scuola ha un proprio codice comunicativo, un sistema di significati, una propria semantica. C’è la scuola che ha un tradizione di eccellenza, quella che punta all’efficienza, quella che si fa un punto d’onore dell’inclusività. Questo lessico transita nella comunicazione interna e verso l’esterno: modella, più o meno direttamente, l’utenza, orienta la scelta delle famiglie, spesso anche le scelte di chi sceglie, per quanto possibile dai meccanismi burocratici, di insegnarci, o il tono comunicativo di chi la dirige.

’è un livello implicito ed uno esplicito di questa comunicazione: una scuola molto competitiva può avere una consuetudine di buone prassi di collaborazione tra colleghi, apparentemente molto solidali tra loro; più implicitamente, tuttavia, la semantica della competizione può influire sulla reale disponibilità ad aiutare chi è più nuovo della scuola, chi è in difficoltà; può orientare scelte e finalità didattiche, magari perchè, oltre a valutare gli studenti, ci si sente molto valutati come docenti.

E’ importante identificare prima possibile il codice semantico della scuola in cui si lavora, perché a volte il disagio lavorativo può nascere non da singoli episodi, ma dal non sentirsi a proprio agio in un ambiente permeato da questo codice simbolico. Accettando le ambivalenze del caso: meglio una scuola vicino a casa, ma dove la semantica dominante non è in linea con la mia personalità, oppure fare chilometri in più per sentirmi più in sintonia con l’ambiente?

 
 
 

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