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Emozioni e intestino:



Si e visto fin qui che l’intestino è un vero e proprio “cervello viscerale”, che ha molto a che fare con la gestione delle emozioni. Per comprendere come questo sia legato alle malattie infiammatorie intestinali bisogna tener conto di due aspetti, quello legato alla nutrizione e digestione e quello legato al sistema immunitario, poiché si tratta di patologie autoimmuni. L’intestino, nel processo digestivo, ha il compito di scomporre il cibo ingerito, assorbire i nutrienti e l’acqua ed espellere le sostanze di rifiuto. Ma cosa significa nutrirsi, a livello più profondo? Nutrirsi vuol dire prendere e far propria una parte del mondo esterno: “I viventi…prendono dall’ambiente circostante materiali diversi da sé e li trasformano in parti di sé. Nutrirsi significa proprio questo”. * La funzione alimentare è quel “processo fondamentale attraverso il quale ogni essere vivente fa sue parti del mondo esterno per […] costruire le proprie strutture e mantenere le funzioni vitali” #; queste parti del mondo esterno sono a livello concreto il cibo, mentre “gli equivalenti psichici del ‘mangiare’ biologico sono l’introiezione, cioè l’introduzione all’interno della personalità di emozioni, concetti, relazioni interpersonali” #. Il cibo fornisce l’energia che consente al nostro corpo di funzionare; esso viene portato all’interno di noi e scomposto in parti e molecole sempre più piccole; alcune parti verranno espulse, mentre altre verranno scelte e “assimilate”, cioè rese “simili a noi” *. Un procedimento analogo avviene a livello psichico: anche qui prendiamo parti del mondo esterno, come esperienze, emozioni e sensazioni, e le utilizziamo per crescere e per cambiare il nostro modo di essere e di percepire la nostra identità; ma “ i ‘pezzi di mondo’ non possono essere introiettati così come sono; la psiche, come il corpo, […] può assimilare solo dopo aver analizzato, vagliato e scelto” *. Vi possono essere emozioni e vissuti arcaici e profondi, come rabbia, aggressività, bisogni non riconosciuti di sentirsi accolti e accuditi, che possono essere difficili da tollerare e ‘digerire’ a livello psichico e cosciente e che quindi vengono vissuti come conflitti a livello somatico, come infiammazioni a carico dell’intestino.



 
 
 

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