Gli ingredienti segreti del benessere: corri, mangia, riposa, studia, gioca ama.
- psicologa bilingue italiano -polacco dott.ssa klim

- 26 mar 2022
- Tempo di lettura: 2 min

I pilastri su cui costruire il nostro benessere sono noti da tempo: movimento fisico, socialità e relazioni, varietà e ricerca di stimoli ambientali e cognitivi, alimentazione.
Ormai tutti gli studi concordano che la moderazione alimentare e una dieta a base soprattutto di prodotti vegetali sono la chiave della longevità e della prevenzione della maggior parte delle malattie moderne (metaboliche, tumorali, cardiovascolari).
L’attività fisica è un altro cavallo di battaglia della nostra salute psicofisica. Lo stress ci prepara alla corsa! Attivare il corpo è un modo per far defluire gli effetti dello stress. Muoversi non vuol dire necessariamente fatica o ipertrofia muscolare. I benefici della pratica di antiche discipline orientali come lo yoga e il Tai Chi richiamano l’idea del movimento come mantenimento della flessibilità. Movimento=rilassamento: il contrario di ciò che siamo abituati a pensare.
Il benessere non può riguardare solo il corpo, poiché nessuno di questi aspetti da soli è sufficiente. È il benessere psicologico, insieme all’armonica connessione tra mente e corpo, che può dar vita a quella qualità che prende il nome di salute.
In particolare, per la salute psicologica appaiono centrali due bisogni: il bisogno di individuazione e il bisogno di coesione. Con il primo si intende il bisogno di autorealizzazione, in un percorso che dura tutta la vita. È il realizzarsi, appagarsi, vivere liberi, creativi e indipendenti. È il contatto con se stessi. Il secondo, in apparenza in antitesi, è il bisogno di relazione, interdipendenza, attaccamento. La relazione è fonte primaria di soddisfazione di vita e di benessere emotivo. Amare ed essere amati.
La predisposizione al gioco è infine l’ultimo ingrediente segreto del benessere. La vita è un gioco, insegnano molti padri ai loro figli. Stanley Hall, grande precursore della psicologia dello sviluppo, colse meravigliosamente questo aspetto quando scrisse che “l’uomo invecchia perché smette di giocare, e non il contrario”.



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