Il burn-out genitoriale. Come affrontare?
- psicologa bilingue italiano -polacco dott.ssa klim

- 31 mar 2022
- Tempo di lettura: 1 min

Cogliere i segnali d’allarme: se ci sentiamo stanchi e privi di motivazione nell’affrontare la quotidianità, se ci innervosiamo spesso e rapidamente, se abbiamo la sensazione che tutti i nostri sforzi siano vani e inefficaci, è fondamentale fermarsi ed iniziare ad ammettere a noi stessi che qualcosa non va e che la causa potrebbe riguardare proprio il nostro essere genitori.
Parlarne: fare gioco di squadra nell’educazione della prole riduce notevolmente i livelli di stress poiché consente di apparire coerenti agli occhi dei figli ed aumenta il senso di efficacia genitoriale. Altrettanto importante è avere la possibilità di condividere le proprie fragilità con altre madri: è piuttosto raro che le mamme parlino tra loro della fatica e delle difficoltà connesse al proprio ruolo, più spesso le loro conversazioni sono incentrate sui bisogni dei figli; se lo facessero, scoprirebbero invece di non essere le sole e che alcuni loro pensieri ed emozioni sono più comuni di quanto immaginino.
Imparare a gestire il tempo in modo efficace. Lo stress genera nell’individuo la sensazione di non avere alcun controllo sulle attività svolte, inducendolo a focalizzare la sua attenzione su doveri e problematiche da risolvere. Pertanto, ritagliarsi dei momenti per sé, in cui potersi dedicare a cose gradite, è fondamentale per “ri-centrarsi” e riorganizzare la propria routine. Proviamo ad osservare i nostri impegni settimanali per valutare quante esperienze gratificanti concediamo a noi stessi: potremmo accorgerci di non averne oppure di dedicarci ad esse nei momenti sbagliati.
Valutare la possibilità di un percorso psicologico al fine di modificare schemi comportamentali disfunzionali o aspetti della quotidianità che inducono al burnout, acquisendo modalità più efficaci di gestione dello stress.



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