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Intestino e cervello, quella strana coppia


Siamo soliti dire che l’intestino è il secondo cervello del corpo umano. Non solo è dotato di una fitta rete nervosa, ma le sue cellule “parlano la stessa lingua” dei neuroni, e la usano, per esempio, per segnalare al cervello, nell’arco di alcuni minuti, la necessità di mangiare o di bere. Tra i due cervelli esisterebbe una vera e propria linea rossa: un canale di comunicazione diretto e istantaneo, per scambiare informazioni nell’arco di millisecondi.

Due cervelli insieme

L’intestino è dotato di una fitta rete nervosa e si stima che nelle pareti interne del tratto gastrointestinale ci siano più di cento milioni di cellule nervose, praticamente un altro cervello dentro la pancia. Sappiamo da decenni che la comunicazione tra intestino e cervello avviene tramite mediatori chimici – gli ormoni – che, immessi nella circolazione sanguigna, nell’arco di alcuni minuti, raggiungono il cervello. Un esempio è la sensazione di nausea che si può provare prima di un esame o il torpore mentale dopo un pasto abbondante.

Sappiamo anche che un intervento farmacologico sul cervello, come l’assunzione di antidepressivi, può produrre effetti a livello intestinale con nausea e vomito. Allo stesso tempo, diverse malattie intestinali e, in particolare la sindrome del colon irritabile e della disbiosi intestinale sono associate a disturbi di ansia e depressione.

 
 
 

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